Caro diario virtuale, qualche giorno fa' sono andata a vedere Dogville di Lars von Trier( si scriverà così?) un film fusionale come dice il regista: cinema, letteratura, teatro.
Il.film a me è piaciuto molto, lei è un Cristo, messagero di pace, dio è uomo e donna, che si trova a contatto con una comunità di "brave persone", quando lei si presenta i bravi non la riconoscono e con il potere la schiacciano.
Ho letto che può essere un apologo del profitto, ma secondo me è un film sull'antropologia , è un apologo del potere schiavizzante dell'umano.
Lo schiavizzare dei poveri, anche culturalmente, e degli intellettuali( il fidanzato).
E' un film apocalittico, la violenza superiore, il cristo non riconosciuto, crocifisso, se la scopano tutti, solo quello può salvare, solo quello è liberatorio.
E' molto interessante, secondo me, la figura del narratore che ha la funzione dei cartelli didascalici del teatro brechtiano, la Kidman in questo film è eccezionale.
Visto che Bertolucci non ha preso nessuno, tento ora con Bellocchio...cosa ne pensate?
A me ha lasciato una gran delusione, non ho letto il libro della Braghetti, non ho capito cosa Bellocchio abbia voluto comunicare...un gran senso di solitudine, da entrambe le parti.
ma se la sfera affettiva e di autoanalisi è deputata ad una donna, in quanto donna sono rimasta delusa